Informatica Zen, quando il computer incontra la religione.

Informatica Zen è uno dei quattro corsi gratuiti resi disponibili da European School of Translation. Il corso, tenuto dai due noti traduttori Andrea Spila e Marco Cevoli, si presenta come una specie di webinar ed è suddiviso in quattro videolezioni da un’ora e mezza ciascuna. Informatica Zen è un tentativo, a mio avviso riuscito, di condividere nozioni di informatica, appunto, rifacendosi a pratiche appartenenti al buddismo cinese, che aiutano chi apprende a non scoraggiarsi di fronte a questo ostacolo all’apparenza insormontabile. Questo è reso possibile grazie a quattro Kōan, uno per lezione, dove ognuno indica uno strumento che accompagna la meditazione, che, nella maggior parte dei casi, è un semplice racconto o affermazione paradossale. All’inizio di ognuna delle quattro lezioni Andrea legge il Kōan, che farà da filo conduttore per la spiegazione informatica di Marco. L’obiettivo finale del corso è rendere consapevole l’utente medio riguardo al fatto che l’informatica appare come una bestia nera quando non si sa cosa si vuole ottenere da essa; proprio per questo a pochi minuti dall’inizio della prima lezione, vengono menzionate finalità ed obiettivi, ovvero quello che dev’essere per tutti un chiaro punto di partenza. Per quanto riguarda gli argomenti trattati, si parla un po’ di tutto: dal come fare una somma su Excel alle posture ideali da mantenere quando si è seduti davanti al pc. Gli insegnamenti di informatica sono in maggior quantità presenti nelle prime due lezioni dove una serie di semplici tutorial di base è scandita dalla lista dei programmi consigliati dai due esperti. Mentre nelle ultime due, si passa dagli insegnamenti teorici a consigli più pratici: quali attrezzature usare, come approcciarsi mentalmente al lavoro, ogni quanto tempo è necessario un aggiornamento hardware. Per quanto pecchi di intrattenimento, probabilmente a causa del formato webinar, il corso sembra adatto, e da me consigliato, a tutte quelle persone che sono ancora alle prime armi e si sentono perse dopo aver premuto il pulsante di accensione del loro computer.



-Recensione di Filippo Castelli

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