INTERVISTA BACK TRANSLATION

Abbiamo fatto alcune domande alla traduttrice Novella Fanti in merito alla "Back Translation" (traduzione inversa) ed ecco cosa ci ha risposto...

Novella si è laureata alla SSLMIT di Forlì con il vecchio ordinamento in interpretariato: prima lingua inglese, seconda lingua russo. Dopo qualche esperienza di lavoro impiegatizio, in cui era richiesta la conoscenza delle lingue, ha iniziato a collaborare con agenzie e con qualche cliente diretto come traduttrice tecnica. Ben presto la richiesta di traduzioni in ambito medico-farmaceutico si è intensificata, in particolare da parte di uno dei suoi clienti principali e ha iniziato a specializzarsi in questo settore. Al momento è impegnata anche sul fronte dell'insegnamento e collabora con un centro di formazione professionale per tutti i loro corsi di lingua inglese, sia quelli rivolti agli studenti che frequentano i percorsi di istruzione e formazione professionale, che quelli di specializzazione dedicati agli adulti.

1. Che percorso di studi ha scelto per potersi occupare di “Back Translation”? Ha dovuto seguire dei corsi formativi particolari?

No, non è stato necessario frequentare corsi particolari sulla back translation. Questo tipo di servizio richiede molta accuratezza in termini di contenuti ma meno in termini di scorrevolezza, correttezza grammaticale ecc. Si richiede una traduzione più letterale. L’obiettivo del cliente è verificare che nella traduzione del testo originale (ad esempio in inglese) verso la lingua di arrivo (ad esempio italiano) non sia andato perso o travisato alcun concetto, elemento, dettaglio fondamentale. A questo scopo si può richiedere l’intervento del back translator, che lavorerà sul testo già tradotto, per riportarlo nelle lingua originale. In questo modo il cliente avrà a disposizione due versioni parallele nella stessa lingua, su cui potrà eseguire un confronto per verificare l’esattezza di tutti i contenuti.

2. In quali ambiti ha lavorato maggiormente utilizzando questa tecnica?

Principalmente in campo medico e farmaceutico, dove la correttezza e la precisione di ogni dettaglio si possono riflettere anche sulla sicurezza dei pazienti.


3. Che tipo di documenti ha tradotto più spesso?

Nel corso degli anni mi sono capitati materiali come manuali tecnici di dispositivi medici, protocolli di ricerca e sperimentazione clinica, moduli di consenso per i pazienti a cui viene proposto di partecipare a sperimentazioni, questionari, ecc.


4. Trattandosi di informazioni confidenziali o riservate, in merito ai documenti che ha tradotto, aveva il vincolo del segreto professionale?

Tutte le agenzie con cui lavoro richiedono di sottoscrivere accordi di riservatezza o di non divulgazione (NDA, Non-Disclosure Agreement), a prescindere dal tipo di testo che viene di volta in volta assegnato.


5. Utilizza qualche strumento o applicazione particolare?

No, molto spesso le back translation vengono addirittura svolte su un semplice documento a due colonne senza l’utilizzo di strumenti CAT. Talvolta utilizzo in parallelo un CAT per accedere alle mie memorie di traduzione, ma poi devo riportare il lavoro nel file bilingue fornito dal cliente.


6. È un’operazione dispendiosa in termini di tempo? Quanto tempo può richiedere una traduzione inversa?

Non particolarmente. Anche se tradurre verso una lingua straniera richiede spesso più tempo, nel caso della back translation non è necessario curare aspetti come stile e scorrevolezza. Inoltre è sempre consigliabile accettare questo tipo di lavori in ambiti in cui si ha molta esperienza, pertanto anche le ricerche terminologiche richiedono meno tempo, si hanno già a disposizione glossari e memorie specifici, si ha dimestichezza con le risorse online disponibili, ecc.


7. Segue una routine di lavoro particolare? Se sì, quali sono i passaggi che la compongono? (Es. Traduzione, controllo, correzione ecc.)

I passaggi sono quelli classici: lettura rapida del testo di partenza, predisposizione delle risorse, traduzione. A questo punto, se le tempistiche lo consentono, è sempre consigliabile concedersi una pausa, dedicarsi ad altro, e magari riprendere il lavoro il giorno seguente dedicandosi a un’attenta rilettura e all’immancabile controllo ortografico finale.


8. È necessario lavorare in gruppo/con un’equipe oppure è un lavoro che può essere svolto anche individualmente?

Io lavoro sempre da sola, poiché come nel caso delle traduzioni “forward” è l’agenzia stessa che trasmette il mio lavoro ai colleghi che si occuperanno delle altre fasi, come il proofreading. Di solito, dopo la back translation, una volta che il cliente (o altri linguisti) hanno effettuato il confronto fra le due versioni nella lingua originale, se sorgono dubbi, si rilevano imprecisioni o mancanza di chiarezza; segue la fase detta “reconciliation” in cui la traduzione originale viene corretta prima di passare alla fase di proofreading. Ovviamente il back translator non dovrà mai avere a disposizione il testo di partenza, ma solo la forward translation.


9. Qual è il costo di una traduzione inversa?

Lo stesso della traduzione normale.


10. Su quale criterio si basa il costo del servizio? (Es. Sul numero di minuti/ore, sul numero di parole per traduzione)

Il costo di una back translation di solito si basa sul numero di parole, mentre l’eventuale fase di reconciliation va in base al tempo.


11. Non è sempre necessario ricorrere alla Back Translation… Ma in quali casi diventa fondamentale?

La back translation è spesso fondamentale nei campi medico, farmaceutico, scientifico, dove all’accuratezza della traduzione è legata la sicurezza dei pazienti e l’esito di studi successivi che si potrebbero basare sul testo tradotto. Ma è molto utile anche in campo alimentare, legale, finanziario e tecnico (manualistica).


12. Personalmente, preferisce occuparsi di traduzioni più comuni e generiche o di traduzioni inverse? Quali trova più appaganti?

Sicuramente per me è più stimolante tradurre verso la mia lingua madre, perché oltre agli aspetti tecnici e alle conoscenze di un campo specifico, entrano in gioco una serie di elementi che danno valore al testo finale come lo stile, la fluidità, la capacità di rielaborare al meglio i concetti per esprimerli con la massima chiarezza possibile. Insomma, tutto quello che rende “bella” una traduzione.


13. Quali sono gli insegnamenti che ha raccolto nel corso della sua carriera?

È molto importante specializzarsi in uno o due settori di riferimento, innanzitutto per poter pretendere tariffe migliori in virtù della propria esperienza, ma anche perché conoscendo bene determinati ambiti tecnici, si guadagna in velocità.


14. Ha qualche consiglio da dare a chi lavora in questo settore?

Essere curiosi, cercare sempre di esplorare campi nuovi, approfondire gli aspetti tecnologici, entrare in rete con i colleghi tramite forum, associazioni, conferenze, partecipare a corsi.





Foto: Pixabay





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