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La mancanza di interpreti nel sistema legale: un ostacolo per la giustizia

Oggi vorrei parlarvi di una questione che riguarda tutti noi come professionisti delle lingue e come cittadini e che sta diventando sempre più rilevante nel campo della traduzione: la mancanza di traduttori e i problemi che ne derivano. Rajae Bezzaz, una famosa conduttrice radiofonica italiana, ha recentemente svelato una vicenda che non è affatto isolata e che ha fatto scalpore nel servizio a Napoli del programma televisivo Striscia la notizia, dove racconta la storia di una donna coraggiosa che ha dovuto affrontare delle sfide a causa della mancanza di interpreti nel sistema legale italiano.


La donna è originaria del Bangladesh e ha avuto il coraggio di denunciare il marito per violenze e costrizione alla prostituzione. È una storia straziante, ma ciò che rende ancora più tragica la situazione è che lei non possa ottenere giustizia semplicemente perché non c'è un interprete disponibile nel tribunale. È incredibile pensare che qualcosa di così fondamentale come la lingua possa bloccare una persona che cerca di difendere i propri diritti. Purtroppo, questa storia non è un caso isolato, ma è un problema che si sta diffondendo sempre di più. E qual è la ragione di tutto ciò? È semplice: i traduttori giurati guadagnano davvero pochissimo per il loro lavoro. Nonostante il ruolo cruciale che svolgono nel sistema legale italiano, spesso vengono remunerati in modo inadeguato. Le tariffe sono basse e non riflettono l'importanza e la complessità del loro lavoro.


Questa situazione ha conseguenze devastanti. Molti traduttori certificati sono costretti a cercare altre opportunità di lavoro che offrano una maggiore retribuzione. Di conseguenza, si crea una carenza di personale competente e qualificato all’interno del sistema giudiziario. Senza un numero sufficiente di professionisti competenti, i processi si bloccano e le persone che cercano giustizia rimangono intrappolate in una sorta di limbo legale senza fine.


Ma c'è qualcosa di ancora più importante da considerare: il diritto di ogni individuo ad avere un processo equo e il diritto di comprendere e farsi comprendere adeguatamente. Senza un interprete, una persona che non parla la lingua del tribunale è svantaggiata, incapace di partecipare appieno al processo e far valere i propri diritti. Questo è inaccettabile e contrasta con i principi fondamentali del sistema legale italiano.


Quindi, cosa possiamo fare per risolvere questa situazione? È necessario un intervento sia a livello finanziario che strutturale. Prima di tutto, dobbiamo lottare per un aumento delle retribuzioni dei traduttori giurati, in modo che il loro lavoro diventi più appetibile e concorrenziale rispetto ad altre opportunità lavorative. Inoltre, dobbiamo investire nella formazione e certificazione di un numero sufficiente di traduttori qualificati. Questo richiede l'impegno delle istituzioni governative, delle associazioni professionali e delle organizzazioni non governative che lavorano nel settore legale.


Ma non fermiamoci qui! Dobbiamo anche sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza dei traduttori autorizzati nel sistema giudiziario. Dobbiamo far comprendere che si tratta di una questione di diritti fondamentali e che tutti, indipendentemente dalla lingua che parlano, meritano di avere accesso a un processo equo e comprensibile.


Come comunità di traduttori e interpreti, dobbiamo fare la nostra parte per affrontare questa problematica. Possiamo promuovere la nostra professione attraverso eventi, workshop e campagne informative. Dobbiamo far capire al pubblico che senza traduttori certificati, la giustizia non può essere veramente raggiunta.


Inoltre, è importante che ci uniamo come professionisti per difendere i nostri diritti. Dobbiamo cercare di influenzare i regolamenti e le politiche per garantire che vengano corrisposti compensi adeguati ai traduttori legali. Lavorare insieme come una voce unita può portare a cambiamenti significativi.


Infine, non si può tralasciare l'impatto positivo che possiamo avere a livello individuale, anche collaborando con organizzazioni non governative che forniscono assistenza legale gratuita alle persone che hanno bisogno di traduttori giurati. Possiamo offrire il nostro tempo e le nostre competenze per aiutare coloro che altrimenti non avrebbero accesso a una difesa adeguata.


La mancanza di traduttori giurati nei processi legali è un problema che richiede attenzione e azione. Non possiamo permettere che persone come questa donna originaria del Bangladesh vengano private dei loro diritti fondamentali a causa di questa situazione. Dobbiamo agire ora per garantire che tutti abbiano accesso a una giustizia equa, indipendentemente dalla lingua che parlano.


Quindi, cari colleghi, è il momento di unirci, alzare la nostra voce e lavorare insieme per affrontare questa sfida. Solo attraverso il nostro impegno e la nostra determinazione possiamo fare la differenza e creare un sistema legale più equo e inclusivo per tutti.


Il link del servizio è consultabile qui.



Autrice: Noemi Iacovelli






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