• Chiara Graziani

Obblighi e diritti dell’interprete: 4 cose che un professionista deve sapere

Purtroppo o per fortuna, per svolgere il lavoro di interprete, non solo si deve essere in possesso delle competenze e della formazione adeguate, bensì bisogna anche conoscere le condizioni del proprio incarico. 


Che obblighi ha l’interprete nei confronti dell’impresa di interpretariato? L’impresa, invece, cosa deve garantire all’interprete? Insomma, come si svolge, nella pratica, la professione dell'interprete? 


La fonte a cui facciamo riferimento è la norma UNI 10574:2007, una norma pubblicata dall’Ente Italiano di Normazione UNI, la quale definisce i requisiti del servizio delle imprese di interpretariato. 


Prima di tutto, a quali forme di interpretariato si applica questa norma?

A tutte! Ciò che diremo è perciò valido per l’interpretariato simultaneo, consecutivo, chuchotage e anche per l’interpretariato di trattativa.


Entriamo ora nel vivo della questione e vediamo questi pochi, ma fondamentali punti che un interprete che si accinge a svolgere la suddetta professione deve tenere bene a mente.


1) LETTERA D’INCARICO

La lettera d’incarico è il documento scritto per conto dell’impresa e sottoscritto dall’interprete, che specifica in cosa consiste e in che modalità deve essere svolto l’incarico che viene assegnato all’interprete.


Quando sottoscrive un contratto di lavoro, l’interprete deve avere ben chiaro che SOLO ciò che viene messo per iscritto è valido e anche che TUTTO quello che è messo per iscritto e firmato da entrambe le parti (interprete e impresa) è da ritenersi come tale. Perciò, qualsiasi variazione si voglia compiere rispetto agli accordi stipulati nella lettera, affinché sia valevole, va messa nero su bianco con l’accordo delle due parti.


E se l’interprete dovesse voler recedere dal contratto?

In caso di gravi motivi o per cause di forza maggiore, l’interprete può richiedere la recessione dal contratto e organizzare una sostituzione con un collega con le sue medesime competenze, senza incorrere in ulteriori problemi. Ma attenzione: in entrambi i casi (gravi motivi e cause di forza maggiore), le ragioni avanzate dall’interprete devono essere ritenute valide anche dall’impresa affinché recessione e sostituzione possano avvenire senza altre conseguenze!

2) ORE DI LAVORO GIORNALIERE

Nel caso degli interpretariati di trattativa, l’interprete può lavorare per un massimo di 8 ore giornaliere. Mentre 7 ore è il massimo di ore che l’interprete può lavorare giornalmente nel caso di simultanea, consecutiva e chuchotage


3) OBBLIGHI DELL’INTERPRETE VERSO L’IMPRESA

Nel momento in cui sottoscrive il contratto con l’impresa, l’interprete s’impegna a mostrare diligenza professionale nello svolgimento dell’incarico assegnatogli. Quest’ultimo deve perciò garantire all’impresa:

  • adeguati requisiti di formazione scolastica e professionale;

  • segreto professionale;

  • patto di non concorrenza.


4) OBBLIGHI DELL’IMPRESA VERSO L’INTERPRETE

Chiaramente, anche l’impresa ha degli obblighi da rispettare nei confronti dell’interprete che assume e infatti deve:

  • fornire all’interprete tutte le indicazioni e la documentazione disponibili per garantire un’idonea preparazione tecnica e terminologica all’interprete, rispettando le tempistiche concordate dalle due parti;

  • garantire, oltre alla retribuzione concordata per lo svolgimento dell’incarico, il rimborso delle spese sostenute dall’interprete per spostamenti, alloggio e pasti, se non già inclusi nella retribuzione precedentemente pattuita.


Ecco, noi vi abbiamo presentato qui solo 4 delle migliaia di cose che un interprete deve sapere riguardo il suo lavoro. Avete altri punti da aggiungere alla lista? Scriveteceli nei commenti!


Fonte immagine: Freepik


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