Regime Forfettario, come funziona?

Aggiornato il: feb 11

Il regime forfettario è un particolare regime fiscale accessibile da ogni titolare di partita IVA, purchè vengano rispettate determinate condizioni che interessano l’anno precedente a quello in corso, quali:

· I ricavi devono essere inferiori ai 65.000€, indipendentemente dall’attività svolta.

· Ulteriori redditi di lavoro dipendenti, ovvero guadagni provenient da altre attività, devono essere inferiori ai 30.000€.

· Le spese per collaboratori e dipendenti devono essere inferiori ai 20.000€.


I professionisti che desiderano avviare un’attività, e quindi aprire una nuova partita IVA nel 2020, dovranno, per accedere al nuovo regime forfettario, dichiarare attraverso il modello AA9/12 l’inizio dell’attività e comunicarlo all’Agenzie delle Entrate, oltre che ovviamente rispettare i requisiti d’accesso. Mentre i professionisti già muniti di partita IVA dovranno solamente fare la seconda delle due cose per accedervi automaticamente. Nonostante tutto, però, ci sono anche dei casi in cui, pur rispettando i requisiti, non si può comunque accedere al regime:


· Nel caso in cui ci si avvalga di regimi speciali iva o di determinazione del reddito, come agricoltori o agenzie di viaggio.

· Nel caso in cui non si possieda la residenza italiana, a meno che questa non sia stata rilasciata da un paese dell’Unione Europea ed il 75% dei ricavi dell’attività provenga dall’Italia.

· Nel caso in cui ci si occupi principalmente di commercio di immobili.

· Nel caso in cui oltre all’attività che si vuole far entrare nel regime, si lavori in aziende professionali o s.r.l.


Se un lavoratore rispetta tutti questi requisiti, allora dal primo gennaio dell’anno successivo potrà accedere al regime forfettario, il quale offre notevoli agevolazioni riguardo il pagamento delle tasse. Infatti, facendo parte del regime, vengono imposte tassazioni differenti a seconda dell’attività svolta che, in ogni caso, sono molto inferiori rispetto quelle che interessano il regime ordinario. Ad esempio:

· Commerciante: si applica il 15% di tasse sul 40% dei ricavi.

· Professionista: si applica il 15% di tasse sul 78% dei ricavi.


Facendo una manciata di conti, un professionista che fattura 15.000 dovrà versane in tasse solamente circa 1700, a fronte dei 3500 che dovrebbe invece versarne se facente parte del regime ordinario. Insomma, un’agevolazione niente male! Ma perché la tassazione si applica solo su una parte dei ricavi (40% per i commercianti, e 78% per i professionisti) e non sulla loro interezza? Semplicemente perchè lo stato, sempre a seconda dell’attività svolta, calcola che una percentuale dei ricavi di un lavoratore vadano in realtà investiti dal lavoratore stesso per procurarsi il materiale con cui poi effettivamente lavorare. Viene ipotizzato, per esempio, che un professionista utilizzi il 22% del totale dei suoi ricavi per procurarsi l’attrezzatura a lui necessaria; e queste spese non vengono tassate.


Sarà inoltre possibile ridurre l’imposta dal 15% al 5% per la durata di cinque anni, rispettando i seguenti requisiti:


· Non avere, nel triennio precedente, all’inizio della nuova attività, partecipato ad alcun tipo di altra attività (non aver avuto la partita iva attiva).

· L’attività non dev’essere successiva ad un'altra attività svolta in forma subordinata, esclusi tirocini e praticantati.

· Qualora si proseguisse l’attività di qualcun altro, i ricavi dovranno rispettare le soglie viste in precedenza.


La partecipazione al regime forfettario prevede che ogni fattura emessa presenti una dicitura ben precisa. Ad esempio, quella di un professionista iscritto alla gestione separata INPS (come un traduttore) potrebbe recitare:


Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 così come modificato dalla Legge numero 208/2015 e dalla Legge 145/2018. Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge 190/2014.

Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,44 euro.


Nel caso in cui uno dei tanti requisiti sopracitati non venga più soddisfatto, il lavoratore in questione aderirà in modo automatico al regime ordinario a partire dal 1 gennaio dell’anno successivo.


Un sistema quello del regime forfettario che, da una parte, sicuramente agevola enormemente i lavoratori che non superano determinate soglie di ricavi annue, ma dall’altra, incentiva a non spingersi oltre quelli che invece potrebbero guadagnare di più, anche se di poco. Infatti un lavoratore che fattura 64.999 annui dovrà versare circa 10.000 in meno di uno che ne fattura solamente 2 in più, ovvero 65.001€.


Esempio di fattura valida ai fini del regime forfettario 2020:


Articolo di Filippo Castelli.



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